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Samsung porta su del 20% il prezzo dei chip: costi non più sostenibili | Rumor

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Sarebbero in corso dialoghi tra Samsung e i clienti sui prezzi della produzione dei chip, che a causa della situazione di crisi e difficoltà attuale a Seul si troverebbero costretti a ritoccare al rialzo, anche del 20%. Samsung non sarebbe più in grado di sostenere da sola i costi crescenti per materiali e logistica, per cui avrebbe bisogno di farsi pagare di più. Bloomberg nel dare la notizia cita una fonte a conoscenza della questione, la quale tuttavia, per ragioni intuibili, ha chiesto di rimanere anonima.

Le nuove "tariffe" delle fonderie Samsung produrrebbero effetti dalla seconda metà dell'anno, con la fonte che riferisce che alcune trattative sarebbero già arrivate alle strette di mano mentre altre sono in corso. I rialzi maggiori graverebbero sui chip con processi produttivi meno raffinati. Finora Samsung aveva scelto la via della stabilità dei prezzi a differenza di TSMC, il principale competitor, ma le ulteriori incertezze introdotte in un contesto già di crisi da guerra in Ucraina, nuove restrizioni Covid in Cina, aumento dei tassi d'interesse delle banche centrali e crescita dell'inflazione non avrebbero lasciato altra scelta.

Contattata, l'azienda avrebbe rifiutato di commentare l'indiscrezione. TSMC aveva già portato su del 20% i listini della propria manifattura a settembre, Samsung invece era rimasta immobile probabilmente anche nel tentativo di sottrarre quote di mercato al concorrente di Taiwan. Le due aziende, insieme, realizzano oltre i due terzi dei chip venduti nel mondo. L'analista Wakasugi del quotidiano finanziario spiega che a causa dei costi in aumento, energetici, per trasporti e materiali "la mossa di Samsung era inevitabile. Alcuni clienti potrebbero accettare l'aumento dei costi a patto di ottenere i chip prima di altri".


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