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Samsung è riuscita a produrre OLED flessibili più sottili ed economici

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Il design dei prossimi smartphone pieghevoli di Samsung potrebbe essere molto più audace grazie a un'innovazione che il colosso sudcoreano è riuscito a mettere a punto in relazione al processo di fabbricazione dei display flessibili: secondo The Elec, la società è in grado di produrre pannelli OLED realmente senza cornici e al tempo stesso più sottili di quelli realizzati finora, contenendo quindi anche i costi.

Gli attuali OLED flessibili richiedono l'applicazione di molteplici strati di pellicola adesiva trasparente sopra al pannello vero e proprio; Samsung avrebbe invece messo a punto un sistema di applicazione della pellicola paragonabile a quello di una stampante a getto d'inchiostro. Secondo la fonte, la tecnica attuale (OCA) richiede molto più tempo e nel complesso costa fino a 10 volte di più del sistema inkjet (OCR), ed è anche molto più precisa nella gestione di eventuali interruzioni e aree off-limits, per esempio in corrispondenza del buco per la fotocamera. Secondo la fonte, una delle sfide più grandi è stata evitare che una volta applicata la sostanza sgocciolasse o si muovesse, per esempio in prossimità dei bordi o dei punti di piega.

La fonte dice che Samsung ha già ordinato i macchinari e l'equipaggiamento necessario per avviare la produzione di alcune partite sperimentali; questi test saranno condotti nelle sue fabbriche situate in Vietnam. Le macchine sarebbero realizzate dalla connazionale STi: il primo prototipo è in effetti già in funzione dal 2020 in una fabbrica Samsung in Corea del Sud. Secondo le ultime stime, Samsung spende circa 150 milioni di dollari l'anno nell'acquisto della pellicola adesiva impiegata nella tecnica OCA, che vanno in tasca quasi interamente alla statunitense 3M.


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