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La fotocamera che non dorme mai di Qualcomm solleva dubbi sulla privacy

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Il rapporto coi nostri smartphone non è pacifico. Da una parte li selezioniamo accuratamente e poi li proteggiamo con cover e accessori e lasciamo che siano attraversati da tutti gli impulsi della nostra vita, portandoli sempre dietro. Dall'altra, proprio per effetto di questo legame così stretto l'impressione di ospitare in tasca l'occhio di Sauron ogni tanto si affaccia, e a ragione: smartwatch e smartphone sono strumenti che, in qualche misura, "drenano" continuamente valore dalle nostre vite.

Ma veniamo al tema del giorno. Qualcomm ha tolto il velo sul suo chip di vertice di prossima generazione, lo Snapdragon 8 Gen 1. E tra le novità introdotte dal SoC, c'è anche l'Always-On ISP che consente alla fotocamera frontale dello smartphone di restare sempre attiva e vigile per gestire lo sblocco con il volto grazie ad un consumo di energia irrisorio. Ma se l'obiezione legata all'autonomia potrebbe cadere, restano le perplessità sul fronte della privacy.

Per Qualcomm si tratta di una conquista a livello tecnico perché grazie a questa nuova tecnologia sarà possibile garantire uno sblocco degli smartphone tramite riconoscimento facciale diverso da quello che conosciamo oggi, e decisamene più fluido. Il tutto senza incidere sulla durata della batteria in maniera significativa, come detto. Il principio semmai è di ribaltare la dinamica dello sblocco, con lo smartphone che resta sbloccato finché trova la nostra faccia nei dintorni sfruttando la fotocamera frontale, e si blocca solo quando non ci vede più.


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