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Immuni ha già fallito? Pochi nuovi download e le app regionali non aiutano

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L'app Immuni, attiva dall'8 giugno nelle quattro regioni pilota e dal 15 giugno scorso in tutta Italia, non sta trovando ampia diffusione. Secondo gli ultimi dati, i download sono fermi a 4 milioni - rapportati ad una popolazione che conta oltre 60 milioni di persone, è facile constatare che, almeno per il momento, sono lontane le percentuali di cui si parlava all'inizio del progetto (70-80%) della popolazione, ma anche i traguardi a doppia cifra più contenuti e ugualmente utili - se in abbinamento alle altre misure per il tracciamento dei contatti e il contenimento dei nuovi focolai.

Il Governo per il momento non sembra darsi per vinto e con toni più o meno espliciti invita la popolazione a scaricare l'app. Al tempo stesso non nasconde che il proliferare delle app regionali per il monitoraggio della diffusione del virus non aiuta a far confluire tutti i dati in un unico sistema di tracciamento che si attua, appunto, tramite l'app Immuni.

La Ministra all'Innovazione Paola Pisano, commentando i dati sui download, ha sottolineato: L'app tecnologicamente e tecnicamente sta funzionando. Si sta integrando bene con il sistema sanitario, non più sotto pressione come prima: dialoghiamo settimanalmente con tutte le Regioni. Per quanto riguarda la coesistenza di Immuni con le altre app regionali, ha aggiunto che nella Fase 3 è essenziale che ci sia un'unica app altrimenti non si ha il controllo dei dati e non si riescono ad individuare i focolai di ammalati.


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